FINE DELL'ATTO SECONDO.

ATTO TERZO

SCENA I.

NANNI solo, che si aggira qua e là nella stanza in atto di chi cerca qualche cosa con agitazione. Sull'armadio, il paniere di Bobi, posato in modo che si vegga che dentro non c'è nulla più del tovagliolo.

Nanni. — Benedetta, benedetta l'anima di mia suocera! Anche a me, anche a me la stessa apparizione, lo stesso sogno! T'ho aspettato trent'anni, ma sei venuta, e ti perdono tutto quel che ho patito. (apre l'armadio) Qui non c'è più nulla. (va dietro il paravento) Un saccone di foglie, una seggiola con tre gambe. (scende) Possibile che non ci sia più mezzo di far quattrini? Oh! bisogna che a qualunque costo io ne trovi ancora, poichè questa giuocata ha da rifarmi di tutte quante le altre!

SCENA II.

BOBI dal fondo. Detto.

Nanni. — Ebbene?

Bobi. — Sono stato in tutte le botteghe qui attorno; ma non c'è nessuno che voglia prestarmi un quattrino.

Nanni. — Ve ne pentirete, razza di cani... Avete da crepare tutti d'invidia!