Fior. — Se c'è un cuore, guarda, io ti lascio libero... ma senti poche parole... Non ti dirò che per soccorrere la famiglia io ho venduto tutte quelle cose di cui una ragazza si disfà più malvolentieri. Ieri ho impegnato anche il mio anello di fidanzata!... Peggio, dopo la scenata fatta ad Andrea, io non ho più lavoro, non so che sarà di me, della mamma, del mio fratello; eppure io non piango... per amore della mamma! Oh! la mamma! Ma sai che cosa mi ha detto or ora tutta tremante in un orecchio?... M'ha detto quella parola che non dicono che i bambini: ho fame!... Ora, babbo, se qui hai qualche cosa... vai... vai... vai pure a giocare!

(dà in uno scoppio di pianto nascondendo il volto sul petto di Nanni).

Nanni (commosso suo malgrado). — Sì, sì, tu hai ragione!... Sono tutto quello che vuoi... un disgraziato... un birbante! Ma oggi... oggi gioco tutto quello che mi resta, perchè sento, com'è vero che sono vivo, che questa volta la fortuna è dalla mia; perchè sento che io potrò finalmente asciugare tutte le vostre lagrime, farvi dimenticare tutto quello che è successo, farvi tutti ricchi, felici, onorati!... Ma guardami: vedi che lucciconi ho agli occhi? Io capisco che tu hai tutte le ragioni del mondo, eppure sento una voce che mi dice: resisti, Nanni; coraggio! non aver paura che ti piglino per un uomo cattivo, per un padre senza cuore, perchè se tu non resistessi, fra un'ora i primi a darti addosso sarebbero i tuoi figliuoli! Alle corte, io sono sicuro di vincere come sono sicuro... della tua onestà, posso dire di più?!

Fior. — Ma la mamma ha urgente bisogno di assistenza, di cure, di medico!... Dammi quel quadro; il rigattiere lo vuole comprare, e se è male venderlo per giocare, non lo sarà per soccorrere la madre.

Nanni. — Ma figliuola mia, è il male di un'ora, di pochi momenti!

Fior. (con un grido). — La mamma ha fame!

Nanni. — Ma che cerco di diventar ricco solamente per me?... (svincolandosi) Ah! via, via... tu mi rovineresti!

Fior. — Ebbene, voi andate a giuocare la salvezza di mia madre... io andrò dal cavaliere.

Nanni (fermandosi). — Che?

Fior. — Voi volete salvarla colla colpa e la uccidete; io colla colpa la salverò!... Dio giudicherà chi sia più colpevole di noi due!