Fior. (a Luigi). — Guardatela... come s'è ridotta!

Luigi. — Ah! Nanni disgraziato!

Oreste. — Mamma, Fiorenza, preparatevi ad una grande sorpresa.

Maria. — Hai venduto tutti i giornali, sia lodato il cielo! (sottovoce a Fiorenza) Fiorenza, va subito, sai, non reggo più!

Oreste. — Non ho venduto nulla; non ho più un giornale a mia disposizione... Sono senza fondi!

Fior. — Li hai dati al babbo?

Oreste. — Non li ho dati, me li ha sgraffignati; e perchè non gridassi, mi ha dato cinque soldi; ma li ho spesi bene, sai: mi sono ricordato che vi piacciono tanto le mele more... (ne porge a Maria)

Luigi. — No, Maria, mi raccomando, vi farebbero male.

Maria. — Lasciate andare... non ho altro... e sono ancora a digiuno! (mangia avidamente qualche boccone e ne rimane ingozzata)

Luigi. — Ma Fiorenza, perchè non mi avete detto nulla? E se anche non volevate ricorrere a me, non c'era più nulla in casa? (accortosi della disparizione dei ferri sul bischetto) Anche i ferri!