Continuando a rimontare il ghiacciaio, risvoltando ad ovest si giunge al Colle di Teleccio, il quale (come il Colle di S. Théodule), per le sue presenti condizioni glaciologiche, attesterebbe una locale invasione di ghiaccio, essendone ora completamente coperto, «mentre le descrizioni italiane ed inglesi di trent’anni fa concordano nel parlare delle rocce sulla cima. Si hanno documenti per provare che i pascoli oltre questo colle appartenevano al comune di Cogne in epoca non troppo remota, e prove storiche, etnografiche, tradizionali svariate concordano nel dimostrare che la Valle di Cogne comunicava facilmente con la Valle Soana, attraverso i passi della Nouva e del Bardonney, le cui strade sono ora interrotte da ghiacciai»[77].

Ghiacciai del Vallone di Valnontey.

Ben altrimenti poderosi che non i precedenti sono i ghiacciai di Valnontey, come quelli che sono alimentati dai più estesi, elevati e potenti circhi glaciali.

In questo vallone, a differenza dei due precedenti, si hanno ghiacciai estesi, oltrechè sullo sfondo, su ambedue i versanti, i quali presentano quasi del pari le condizioni altimetriche atte a contenere la neve cadente dall’atmosfera ed alla sua trasformazione in ghiaccio.

A questo bacino abbiamo rivolto quelle speciali cure che, secondo noi, sono richieste per uno studio completo del fenomeno glaciale; e siccome un primo fattore a conoscersi è la superficie del bacino alimentante i ghiacciai, così con l’aiuto dei punti della rete geodetica e con osservazioni topografiche dirette abbiamo individuato con la massima cura la linea di cresta che circonda la Valnontey, dal Colle Lauzon per l’Herbetet, il Gran Paradiso, la Roccia Viva, il Grand St.-Pierre, fino alla Punta Valletta. Crediamo però cosa prematura il dare ora la lunga tabella delle coordinate topografiche di tutti i vertici di tale linea poligonale, inquantochè allo stato attuale molto incompleto delle nostre osservazioni, non ce ne possiamo ancora servire per veruna applicazione. Ci servirà poi per calcolare le superficie alimentanti i singoli ghiacciai, ed il rapporto dell’area di questi a quella dei rispettivi valloncini.

Se si avesse piena fiducia nelle diverse carte della regione nelle quali sono segnati i ghiacciai, evidentemente, conoscendo le date dei diversi rilevamenti, si avrebbero dei preziosi elementi, paragonando i limiti glaciali delle varie carte, per determinare il regime dei ghiacciai nell’intervallo trascorso tra un rilevamento e l’altro; ma ciò purtroppo non è. Perciò abbiamo pensato di procurarci noi stessi con un rilevamento diretto l’andamento della fronte dei diversi ghiacciai di Valnontey. Diamo qui appresso le coordinate di vari punti delle fronti glaciali, avvertendo però che, in causa del sistema delle intersezioni che dovemmo adottare, soltanto pochi punti potemmo fissare, per cui la spezzata che unisce tali punti non può ancora rappresentare il detto andamento in modo soddisfacente e definitivo.

Le coordinate sono riferite ad un punto facilmente ritrovabile e non discosto dalle fronti dei ghiacciai: esso è la testata sud del secondo ponte sopra Vermiana.

La convenzione per i segni è la solita, cioè: la retta Nord-Sud ci dà l’asse +X,-X, e la retta Est-Ovest l’asse +Y,-Y.

I diversi punti rilevati sulla fine dell’agosto 1895 hanno così le seguenti coordinate piane ortogonali:

Punto NºXYPunto NºXY
1-1802-11089-1850+29
2-1839-91510-2151+615
3-2205-81011-2125+978
4-2241-36812-1660+852
5-2100-21113-1293+811
6-2011-24314-1597+1400
7-1862-16215-935+2301
8-2043-1316-732+2789