Quand'ella ebbe finito di accomodarsi, montò in carrozza; ma la Comare le raccomandò sopra ogni altra cosa, di non far più tardi della mezzanotte, ammonendola che se ella si fosse trattenuta al ballo un minuto di più, la sua carrozza sarebbe ridiventata un cetriolo, i suoi cavalli dei sorci, i suoi lacchè delle lucertole, ed i suoi vestiti avrebbero ripreso la forma e l'aspetto cencioso di prima.

Ella dette alla Comare la sua parola d'onore che sarebbe venuta via dal ballo avanti la mezzanotte.

E partì, che non entrava più nella pelle dalla gran contentezza.[11]

Il figlio del Re, essendogli stato annunziato l'arrivo di una Principessa, che nessuno sapeva chi fosse, corse incontro a riceverla, le offrì la mano per iscendere di carrozza, e la condusse nella sala dov'erano gl'invitati.

Si fece allora un gran silenzio: le danze rimasero interrotte, i violini smessero di suonare, tutti gli occhi erano rivolti a contemplare le grandi bellezze della sconosciuta.

Non si sentiva altro che un bisbiglio confuso, e un dir sottovoce:—Oh! com'è bella!...—

Lo stesso Re, per quanto vecchio,[12] non rifiniva dal guardarla, e andava dicendo sottovoce alla Regina, che da molti anni non gli era più capitato di vedere una donna tanto bella e tanto graziosa.

Tutte le dame avevano gli occhi addosso a lei, per esaminarne la pettinatura e i vestiti, e farsene fare degli uguali per il giorno dopo, sempre che fosse stato possibile trovare delle stoffe così belle e delle modiste così valenti.

Il figlio del Re la collocò nel posto d'onore; quindi andò a prenderla per farla ballare.[13] Ella ballò con tanta grazia, da far crescere in tutti lo stupore.

Fu servito un magnifico rinfresco, che il giovine Principe non assaggiò nemmeno, tanto era assorto nel rimirare la bella sconosciuta.