—Bene. Va su dunque.

—Un momento, che mi levi le scarpe.

Si levò le scarpe, si strinse la cinghia dei calzoni, buttò nell'erba il berretto e abbracciò il tronco del frassino.

—Ma bada...—esclamò l'uffiziale, facendo l'atto di trattenerlo, come preso da un timore improvviso.

Il ragazzo si voltò a guardarlo, coi suoi begli occhi celesti, in atto interrogativo.

—Niente,—disse l'uffiziale;—va su.

Il ragazzo andò su, come un gatto.

—Guardate davanti a voi,—gridò l'uffiziale ai soldati.

In pochi momenti il ragazzo fu sulla cima dell'albero, avviticchiato al fusto, con le gambe fra le foglie, ma col busto scoperto, e il sole gli batteva sul capo biondo, che pareva d'oro. L'uffiziale lo vedeva appena, tanto era piccino lassù.

—Guarda dritto e lontano,—gridò l'uffiziale.