Quest'allusione alle curve nascenti di sua cugina parve a Ferruccio un'audacia immensa, ond'egli arrossi e chinò gli occhi a terra.

La ragazza rimase un momento in forse se doveva ridere o arrabbiarsi, e si contentò di borbottare fra i denti:—Sguaiato!

—Un altr'anno poi ce la conteremo,—soggiunse Ferruccio, lieto d'averla passata liscia.[4]

—A proposito di che ce la conteremo?

—Oh bella! A proposito della mia statura.

—Sicuro... diventerai il gigante Golia.... Ma andiamo, grullo, lo sai tenere o no quel famoso ombrello?

È innegabile che Ferruccio lo teneva piuttosto male, costretto com'era a camminare in punta di piedi per non parer meno alto della cugina. Per peggio tirava vento, e ogni tanto una raffica faceva piegare l'asta ora da una parte, ora dall'altra.

—Io faccio la doccia dal lato destro,—osservò Cecilia.

—E io dal lato sinistro.

—Vuoi lasciar provare a me?—disse la giovinetta.