—Fu una bella capata.

—Eh, lo credo io. Debbo aver un bernoccolo sulla fronte.

—E anch'io qui....

—Povera cuginetta!—esclamò Ferruccio.

—Non rider così forte,—disse Cecilia fingendo un comico sgomento.—Se scuoti troppo l'ombrello, esso ne fa ancora una delle sue[7] e torna a chiudersi.

—La gran disgrazia! Non si stava punto male lì sotto.

Anche questa volta Ferruccio credette d'essersi lasciata sfuggire una frase arrischiata anzichenò, e divenne rosso.

Cecilia gli lanciò un'occhiatina in cui c'era un fondo d'inconscia civetteria; poi, atteggiandosi a donna di proposito:—Orsù,—disse,—facciamo da gente soda il resto del cammino.

Ella passò di nuovo il braccio sotto a quello del suo cavaliere e gli si strinse addosso quanto più era possibile.—Così sarò al coperto con tutta la persona,—ella disse.

Ferruccio si sentiva intorno una specie d'inquietudine, un malessere non provato ancora; un malessere però così delizioso che in quel momento egli non l'avrebbe cambiato con nessuna cosa al mondo.