Qui il professor Gianlucardi la interruppe coraggiosamente, e cominciava col suo vocione sonoro a entrare a vele spiegate nel mare magnum[10] dell'eloquenza, quando ecco arrivare una signora a far visita; poi un'altra; poi due giovani eleganti, e finalmente due signore madre e figlia; e allora un ricambio di saluti, di baci, di strette di mano, di motteggi, di risa, e poi una conversazione ben nutrita sui fatti del giorno, sulle mode, sui teatri, e su cento scandalucci saporosi, indovinati più che detti.
Il professore Gianlucardi era sulle spine: non v'era rimedio: capiva che bisognava andarsene. Nell'atto di stringere la mano alla marchesina per accomiatarsi, le disse piano:—Posso portare alla contessa Cecilia la sua promessa che....
—No no; venga domattina alle dieci da me a far colazione, e riparleremo insieme di quello che vorrebbe la mamma... badi, professore, non manchi,... l'aspetto:—gli rispose con una grazietta che innamorava; e il professore se ne andò consolato, sperando bene.
Quando la mattina dopo alle dieci arrivò al palazzo, gli parve di udire nell'interno un certo via vai di servi, e nel cortile quel leggero scalpitio prolungato di cavalli che aspettano impazienti di moversi: poi udì varie voci allegre, e quando entrò nel cortile vide una lieta comitiva di signore e di signori a cavallo sul punto di partire, e tra questi primeggiavano, accanto, una bella donna ch'era la baronessa, e quella figuretta aggraziata dell'Albertina; la quale appena vide il professor Gianlucardi con quella cera stupefatta, spronò il cavallo, e seguìta dagli altri, partì di galoppo dando in uno scroscio squillante di risa.
—Dove vanno?—domandò il professore a un servo.
—Vanno tutti in villeggiatura con la signora baronessa:—rispose il servo.
—Non v'era da aspettarsi altro;—diceva a me il professore chiudendo il suo racconto;—ma confesso il vero, quella risata mi passò l'anima![11] Perciò affermo che l'educazione....
—Dica la verità, professore:—gli dissi (mi premeva di troncare il tèma solito)—lei credeva di fare come Cesare, veni, vidi...
—Pur troppo...—interruppe con un sospiro:—veni, vidi... non vici!—
rosalia piatti.