—Perchè,—incalzò il Preside,—mi pare che questi benedetti ragazzi non si contengano con lei come dovrebbero.
—Si esagera, sa,—ripigliò un po' confuso il signor Antonino,—fanno qualche volta del chiasso, ma è piuttosto colpa mia che di loro. Del resto, vede, nella calligrafia non occorre tutto quel raccoglimento che è necessario nelle altre materie.... Ma, in ogni maniera, quest'anno non c'è stato male. E mi pare ormai che ogni anno andrebbe meglio.
Il Preside non potè a meno di sorridere.[23] Indi soggiunse a modo di conclusione:—Che vuol che le dica? Ci pensi.
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Il professore Antonino ci ha pensato. Egli deliberò di rimettere la sua dimissione all'anno successivo. Scorso il termine fu di nuovo in grandi incertezze, e poi decise di aspettare.
Così egli insegna ancora calligrafia nell'Istituto di ——. Gli studenti continuano a prendersi con lui le solite libertà; i colleghi non lo tengono in nessun conto; la signora Bettina lo strapazza senza misericordia, perchè non lascia la scuola e la scolaresca; anche il bidello, suo abituale confidente, lo consiglia a mettersi in quiete,[24] ma il signor Antonino è ormai convinto, che il giorno in cui egli abbandonerà definitivamente il suo ufficio, si potrà preparargli la necrologia.
enrico castelnuovo.