Vi leverà: chè Dio punirvi intende,
Col folgor che non sia sentito o visto.
Ma il Berni aveva anche lui il torto di nuocere ai costumi con l'equivoco osceno delle sue rime giocose o, quando a ciò non scendesse, di sperdere in risate l'ingegno e l'arte che aveva mirabili. Meglio ad ogni modo il comico de' suoi lazzi, che il vaniloquio degli strambotti popolareggianti, come quelli di Olimpo da Sassoferrato, che giunse fino agli Strambotti di nomi senza conclusione e agli Strambotti tutti di verbi:
Pianti, singulti, gemiti, dolori,
Suspiri, isdegni, pena, angoscia, stenti, ecc., ecc.
Quando un sentimento le inspirò, anche in queste forme popolareggianti la morta poesia risurse. Rozzi versi sono quelli dei Padovani contro gl'imperiali, fuggiti di sotto al bastione donde Citolo da Perugia li aveva sbeffeggiati, come allora si usava, agitando sur una picca la gatta:
Su su su, chi vuol la gata
Venghi innanti al bastïone,
Dove in cima d'un lanzone
La vedete star legata....