O belle agli occhi miei tende latine,

Aura spira da voi che mi ricrea!

E la stanza ineffabilmente tenera e molle, dolce come note di flauto, in cui è descritto il destarsi di Erminia, di prima mattina, nell'albergo pastorale:

Non si destò finchè garrir gli augelli

Non sentì lieti e salutar gli albori,

E mormorare il fiume e gli arboscelli,

E con l'onde scherzar l'aura e co' fiori.

Apre i languidi lumi, e guarda quelli

Alberghi solitarii de' pastori,

E parle voce udir fra l'acqua e i rami