Cette novelle lyre inconnue aux mortels,
Plus tremblante que l'herbe aux souffle des aurores
Née au seizième siècle entre vos doigts sonores!
Car, maître, c'est à vous que tous nos soupirs vont
Sitôt qu'une voix chante, et qu'une âme répond!
Che la nuova arte inaugurata dal Tasso tardasse tanto a dare degni frutti in Europa — che al Tasso tenesser dietro e trionfassero pei primi, gli imitatori ed esageratori dei suoi difetti, e alla Gerusalemme succedesse l'Adone, non è da farne carico a lui, vero e grande poeta — nè è certo colpa del Tasso se si esagerarono anche le sue qualità e al Sentimento subentrò il Sentimentalismo, che ne è la parodia e la negazione. Se si esagerò, specialmente dalle varie scuole romantiche, nella emozione, nell'entusiasmo lirico, non cessa per questo di essere inumana e anche antiestetica la barbara teoria dell'Arte per l'arte. La decantata calma olimpica di alcuni poeti moderni ha dato frutti artificiali ed insipidi; nessuna opera di prim'ordine. Nella stessa opera poetica di Goethe, la parte viva e immortale è quella anteriore all'epoca in cui s'atteggiò a marmoreo Giove dell'arte. Dal Wallenstein a Atalanta, dal primo Faust al Don Giovanni, dal Prometeo alle Contemplations, da Atta Troll agli Idilli del Re, da Aurora Leigh all'Anello e il Libro, dalla Basvilliana ai Sepolcri, dai Canti di Burns ai Canti del Leopardi — tutte le opere che hanno segnato un avvenimento nella storia dell'arte moderna, sono calde di sentimento e di vita — la vita trasfusa loro dall'anima dell'autore!
E poi che cos'è in sostanza questa calma olimpica? Prima di tutto, come argutamente rispose un giorno Vittor Hugo, l'Olimpo è tempestoso e non calmo. — Gli olimpici infatti son passionati, battaglieri, hanno l'arco, la lancia, la clava, il fulmine.... tagliano teste, scuoiano gli audaci competitori con le loro mani immortali, si fanno trascinare dai Leopardi. L'Iliade è un'immensa tempesta, un divino tumulto in venti canti.
Nè vi è, in realtà, artista e poeta vero che nel momento della creazione, nel momento della divina visione interiore, per usare la bella espressione di Wordsworth, resti calmo ed indifferente. Accade allora nell'uomo come una trasformazione psichica; la mente acquista una lucidità, una rapidità di concezione fenomenale; si direbbe che il poeta sta a dettatura di un altro io che lo ispira. Ogni creazione porta un disequilibrio, nel suo misterioso e sacro momento. L'artista gelido farà sempre cose fredde e smorte: la vita nasce dalla vita; la fiamma deriva dal calore. Se non sentite nulla, potrete fare dei versi ben torniti e pittoreschi, della chincaglieria poetica, che sarà di moda per qualche mese, fors'anche per qualche anno, ma che è destinata inevitabilmente e irreparabilmente a perire. Un poeta senza cuore e tutto cervello, è un animale mostruoso — mi ricorda le oche ingrassate artificialmente.... e almeno quelle ci danno i famosi pasticci.
Il predominio del sentimento sui sensi nella poesia di Torquato Tasso, la sua spiritualità, la sua malinconia, le sue mistiche aspirazioni, non si saprebbero spiegare, e ci parrebbero troppo fenomenali, nella terra e nel secolo dell'Ariosto e del Machiavelli, se un gran fatto storico contemporaneo non ce ne desse, almeno in parte, la chiave: dico il Rinascimento Cristiano, e la Riforma Cattolica, confermati poi dal Concilio di Trento. All'occhio spassionato degli stessi Protestanti, come il Macaulay — e degli stessi Razionalisti, come il Proudhon — quel gran movimento religioso ebbe immediate e durevoli conseguenze. Dalle sale del Vaticano all'ultima povera parrocchia dell'Appennino, la Riforma Cattolica fu sentita dovunque. Nella lotta terribile fra Cattolici e Protestanti, che durò tre generazioni, e nella quale fu adoprato ogni genere di armi, materiali e spirituali, ambe le parti posson ricordare grandi ingegni e grandi eroismi, grandi virtù e grandi delitti.