E la notte del 25 aprile 1595 il poeta spirava a 41 anni pronunziando le sacre parole: “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum.„ — Sì: nelle mani di Lui, di Lui solo, potè trovare riposo e pace quell'anima travagliata.... Il mondo, coi suoi delitti, le sue ingiustizie, i suoi duchi Alfonso, le sue ipocrisie, le sue compassioni spietate è per lui già sparito, svanito, come un incubo tormentoso nella luce dell'aurora.
Avete veduto la maschera in cera del Tasso nella stanza dov'egli è morto? — Quella maschera, certe stanze della Gerusalemme, e certi frammenti delle sue lettere, ci dicon più di cento documenti sull'infelice poeta.
In quella maschera è espresso il genio, la sensibilità, il dolore, e pur troppo, anche il sinistro riflesso della follia. Povera testa sotto l'appassita corona d'alloro, povere labbra così fini, già sì eloquenti, sigillate per sempre dal dito della morte! Gli occhi socchiusi non vedran più “lo dolce lume„; ma finalmente non verseranno più lacrime. La morte fu per lui una divina liberatrice.
Ma egli vive immortale nella memoria dell'umanità beneficata e consolata dal suo melodico canto: e i tiranni e i pedanti che gli amareggiaron la vita, fino a fargli perdere la ragione, se rivivono nella memoria degli uomini, è solo perchè ebbero l'onore di conoscerlo, e l'infamia di torturarlo.
VII.
Torquato Tasso inizia la serie dolorosa dei grandi ingegni torturati dal mondo e in parte da loro stessi. Il gemito lirico, il vago delle aspirazioni, il sentimento dell'infinito, il grido della passione, il ghigno del dubbio, e gli ardori dell'entusiasmo son le loro caratteristiche. Me li figuro come una sacra ecatombe intorno al povero Tasso. Il concerto dei loro lamenti riempie due secoli. Ecco Rousseau, e Senancour, e Chateaubriand e Cowper, e Burns, e Byron, e Schiller, e Platen, e Musset, e Heine, e Leopardi....
Rousseau e Byron son quelli che più mi ricordano il Tasso: in due cose specialmente: nella continua agitazione e irrequietezza della vita; e nella devozione alla donna. Di Rousseau fu detto: “Sa vie a étè toujours entro le mains des femmes„ — e di Byron fu cantato:
“E spesso i lauri delle sue ghirlande
Andâr bagnati di femmineo pianto.„
e fu anche detto argutamente: “Dipingetemi Byron, con in mano una spada e un velo di donna.„