Veggiola, in sè raccolta, e sì romita,
Ch'io grido: Ell'è ben dessa! ancor è in vita!
E in don le chieggio sua dolce favella.
Talor risponde, e talor non fa motto.
Io, com'uom ch'erra e poi più dritto estima,
Dico a la mente mia: Tu se' ingannata:
Sai che 'n mille trecento quarant'otto,
Il dì sesto d'april, ne l'ora prima,
Del corpo uscìo quell'anima beata.
Son versi che voi sapete a mente, e potevo risparmiarmi di ripeterli; ma a far palese che la copia d'un quadro è cattiva, non c'è miglior modo del porla lì accanto al quadro stesso. E delle cose belle è sempre vero quel che il Petrarca diceva di Laura, non averla veduta ancora tante volte che non le trovasse bellezza nuova; e non volevo io, petrarchista fervente, lasciarmi sfuggire l'occasione di rammentare, innanzi a voi, uditorio intelligentissimo, il torto, il gran torto, che fa alla memoria d'un alto poeta chi lo confonde, nel biasimo e nel disprezzo insiem con la turba de' suoi ricantatori.