...... Il Franco

Ripassi l'Alpi e tornerà fratello!

a tutto quanto l'Arnaldo da Brescia, dove l'argomento non porge soltanto occasioni ma è esso stesso concepito dal poeta come una macchina di guerra, contro le idee che a lui sembravano dannose, e per la libertà degli ordinamenti e delle coscienze.

Affine al dramma storico fu allora pensato ed eseguito, con la mistura del racconto e del dialogo, quel genere di romanzo di cui il germe spiccatosi da un dramma del Goethe si era svolto così mirabilmente sotto il caldo alito avvivatore dello Scott.

Dianzi ho richiamata per un momento la vostra attenzione a considerare il valore de' Promessi Sposi, anche rispetto al sentimento patriottico; ma come sfuggirei meritata censura di grave dimenticanza se non rammentassi qui i libri del Guerrazzi? La Battaglia di Benevento e L'Assedio di Firenze, ne' quali ei volle di proposito, fondendo insieme il romanzo storico dello Scott co' poemetti epico-lirici del Byron, combattere una battaglia, ebbero su la gioventù l'ardente sapore e i rapidi e convulsi effetti dell'alcool. E dopo di essi piace rammentare i libri del Grossi, del Cantù, del D'Azeglio, di tutt'altro intendimento e di tutt'altra esecuzione: perchè appunto, in tanta varietà di temperamento e di propositi estetici, stupenda riesce la concordia universale a conseguire un fine comune.

III.

Siamo giunti alla lirica. Delle voci che essa ebbe ne' primi decennii del secolo nostro, due furono le solenni: quella del Manzoni e quella del Leopardi. Ora, se difficilmente si potrebbe immaginare tanta differenza tra due scrittori quanta veramente fu tra l'uno e l'altro di loro; da una parte il romantico, dall'altra il classico; dall'una il credente cattolico, dall'altra il filosofo scettico; un amore ebbero comune, e lo espressero tutt'e due liricamente.

.... L'armi, qua l'armi: io solo

Combatterò, procomberò sol io.

Dammi, o ciel, che sia foco