E al proclama del Murat, l'anno dopo, quel proclama in cui si suscitava dalle Alpi allo stretto di Scilla l'Italia tutta alla indipendenza, aveva dato la canzone, che pur gli rimase interrotta dagli eventi, in cui affermava:
...... Eran le forze sparse
E non le voglie; e quasi in ogni petto
Vivea questo concetto:
Liberi non sarem se non siamo uni;
Ai men forti di noi gregge dispetto,
Fin che non sorga un uom che ci raduni.
L'impresa del Murat fallì; l'Italia cadde tutta, volente o nolente, sotto le unghie dell'Austria, fredde e aguzze. Ma non per nulla i soldati nostri avean combattuto accanto ai Francesi più anni eroicamente; non per nulla quanto la penisola aveva di menti e di cuori aveva meditato e scritto e cantato su la libertà e l'indipendenza nostra. Napoli e il Piemonte insorgono, vogliono la costituzione, la ottengono: i Lombardi sperano che le milizie costituzionali scendano in campo a liberare anche loro, e, affrettandosi incontro, varcano il Ticino.
Soffermati sull'arida sponda
Volti i guardi al varcato Ticino,