Una sola di queste poesie, Clarina, può sembrare che abbia altrove la mira: e l'ha. Vuol colpire infatti Carlo Alberto, reputato fedifrago dai liberali del '21. Ma la freccia volava contro lui perchè egli era mancato al cimento nel dì, che pareva fatale, della liberazione.

Perfino ne' giuochi il Berchet aguzzava la punta de' versi contro gli Austriaci: si racconta che una volta, presenti parecchi Tedeschi, improvvisò questa sciarada:

Pongo il primo sul secondo,

Pongo il tutto sotto i piè. [Te-desco].

Nel '18 il Manzoni, mentre ardeva la polemica suscitata dal Berchet con la Lettera semiseria di Grisostomo, aveva immaginato in una scherzosa canzone che Apollo per punire l'audace romantico lo scomunicasse per sempre dal sinedrio de' ricantatori delle formule solite: non più il plettro aurato, non più l'eburnea lira, non più il corridore alato; tutto avrebbe d'allora in poi dovuto ricavare dal suo proprio sentimento. Un gelo, diceva il Manzoni,

Un gel me prese alla feral sentenza;

E sbigottito e pallido

Esclamai: Santi Numi, egli è spacciato!

E come vuoi che senza queste cose

Ei se la cavi? Come può, rispose.