«Innoscente, dich'io;» e llui: «Sciò ggusto:»
E ddetto-fatto cuer faccia d'abbreo
Me schiaffa la man dritta drent'ar busto.
Io sbarzo in piede e strillo: «Eh, sor cazzeo...!»
E llui: «Fijjola, cuer ch'è ggiusto è ggiusto:
Annate via: vostro marito è rreo.»
Dei sonetti nei quali il Belli ha dipinto con colori satirici la vita dei chiostri, ne riferirò uno, notevole anche perchè inedito. Ne possiede il manoscritto l'egregio professor Pio Spezi, studioso del nostro poeta e autore di pregevoli scritti sull'opera sua. Eccolo:
Er capitolo.
Li frati ereno trenta; e ffra costoro
Venuto er giorno de creà er guardiano,