Meno, scappo, sò ppreso, er Papa more,

Viè er concrave, se crea er Papa novo,

Fa le ggrazzie, e mme n'esco con onore.

Anche i pregiudizi offrono tema a sonetti (II. 111, II. 151, ecc.) e talvolta pregiudizi e ignoranza fusi insieme finiscono in una punta di satira psicologica, come, per esempio, nel sonetto La pietra de carne (IV. 305).

Ma se la satira costituisce la nota caratteristica del Belli, non è la sola della sua Musa.

La fierezza popolare e il senso d'onore hanno voci gagliarde, come nel III. 409; non manca il grido del povero operaio che confronta amaramente il suo lavoro e la sua miseria coll'ozio e gli agi dei grandi, precorrendo i socialisti di oggi (IV. 54); non manca l'esortazione morale in uno dei più efficaci sonetti: (III. 95).

Lassa ste vanità: llassele spòsa.

Ar monno, bbella mia, tutto finissce.

Come sèmo arrivati ar profiscissce,

Addio vezzi, addio fibbie, addio 'ggni cosa.