Sebbene molti saggi e forse troppi io abbia riferito per rendere l'immagine vera dell'arte belliana, di cui un solo aspetto è popolarmente noto, molti e molti altri dovrei citarne. Ma mi accontenterò di un ultimo, che è quasi la sintesi di quell'arte, per l'acutezza dell'osservazione psicologica, la vena tra umoristica e sarcastica, la filosofica rassegnazione e la consueta sincerità ed efficacia di forma. Si tratta dell'Amore delle donne; le colte e gentili uditrici non se l'abbiano a male, pensando che il Belli era un pessimista, e molto gli deve essere perdonato: (IV. 387).

L'amore d'una donna io te lo do

A uso de quadrini e ssantità;

Credilo sempre metà ppè mmetà:

Pijjelo, e ttira via come se po'.

Er bene che llei disce che tte vo',

E ttutte le scimmiate che tte fa,

Quarche vvorta ponn'esse verità,

E cquarche vvorta e un po' ppiù spesso, no.

Indòve l'occhio tuo nun po' vvedè