Signori, il Governo ha fatto le concessioni....

E non si ode il seguito.... Concessioni, sta bene, ma di che, ma di cosa? La impazienza cresce, diventa angosciosa e le grida crescendo impediscono di udire.

Un tale grida: Scriviamo la concessione e gettiamo il foglio nel cortile. Una penna, dei calamai, dei fogli!

Si trova dopo confuse ricerche un calamaio, ma senza penne e senza carta. La carta la troverò io, grida un impiegato e porta dei bollettini di leggi e circolari, che hanno sempre un foglio in bianco.

Si strappano le pagine bianche e senza penna vi si scrive con bastoncini, con matite; perfino colle dita tuffate nel calamaio.

E i fogli volan per l'aria e scendono dalle finestre nelle vie, dal corridoio e dalla scala nel cortile.

Si legge male ciò che peggio era scritto, ma tutti possono leggere però queste parole: Il Governo ha conceduto. E allora si ode da per tutto: Evviva la concessione, evviva il Municipio!

Le concessioni strappate a forza erano: Guardia nazionale — Libertà di stampa — Garanzia personale.

Miste agli evviva si udivano però altre grida: Vogliamo armi, vogliamo armi! Ma un altro grido più forte, più angoscioso vien su dalla piazza: I Tedeschi, i Tedeschi!

Il pànico invade la folla in gran parte inerme, e fugge, mentre la Deputazione esce dal Palazzo, portando seco come ostaggio o come prigioniero il vicepresidente O'Donnell, che messo nel palazzo del conte Carlo Taverna vi rimaneva tranquillo e indisturbato per tutte le cinque giornate.