Ma vi è un clima più efficace, più tirannico, e che è, per il cervello e per il cuore, ciò che è l'aria per il polmone. È l'ambiente morale, che diffonde la sua influenza sottile, penetrante, irresistibile in ogni vena della vita pubblica; che fa battere ogni polso di uomo che pensa e sente. Nessuno può sfuggirvi, nessuno resistervi.

Quell'ambiente ora è salubre ed ora è mefitico, ora è inebriante ed ora è deprimente ed è fatto dai sentimenti umani che fanno palpitare il cuore di una nazione. Se l'orgoglio nazionale è alto, e legittimamente alto, quell'ambiente vuol dire gioia, entusiasmo, carità, idealismo. Se l'orgoglio è depresso, quell'ambiente vuol dire tristezza, sentimento, scetticismo, fors'anche cinismo.

Se quell'ambiente è fatto di gloria e di ricchezza vuol dire salute morale, energia, generosità, eroismo. Se invece è fatto di paure e di pentimenti, vuol dire affarismo, viltà collettive, vuol dire marasmo delle anime.

In quei cinque giorni Milano respirava bene, respirava a pieni polmoni l'aria della vittoria e della libertà ed era perciò nobile, generosa, idealista.

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E dacchè vi ho intrattenuto sempre del 48, permettetemi che nel chiudere la mia conferenza getti un grido di sdegno contro la brutta parola di quarantottate, che pur si ripete più di una volta, e soprattutto dai giovani serii, che non hanno potuto battersi e dai vecchi serissimi, che non si son battuti mai.

Per questi signori, quarantottata vuol dire una dimostrazione un po' chiassosa, un entusiasmo collettivo espresso forse con uno scampanio troppo rumoroso; è insomma ogni espressione patriottica, che si presenti sotto forma troppo arcadica o troppo ingenua.

Si cancelli dalla lingua parlata, dal frasario politico questa parola, che è una barbarie.

Bestemmia contro tutto ciò che nell'uomo si ha di divino; cioè l'idealità, l'eroismo, l'amor di patria.

Il 48 fu un sogno, un'illusione, un disinganno. Si credette che il cuore bastasse senza il cervello. Lo credettero i milanesi, lo credette anche Carlo Alberto, quando affrontò l'armata austriaca col piccolo esercito del piccolo Piemonte.