Liberamente in pace si governa;
E ristorando va gli antichi danni
E riposando le sue parti stanche
E ringraziando la pietà superna,
Pregando che sua grazia faccia eterna.
E ciò si po sperar ben, s'io non erro;
Però ch'un'alma in quattro cori alberga
Et una sola verga
È in quattro mani et un medesmo ferro.
Per gustare artisticamente tal canzone bisogna dimenticare l'occasione per cui fu composta e i fatti che precedettero e susseguirono la celebrata liberazione di Parma. Ma per lo storico invece importa assai il ricordarli; poichè in tal guisa la poesia diventa altresì un documento psicologico, mostrandoci come uno de' più nobili ingegni di quel secolo, pronto ad esaltarsi ai nomi di patria e di libertà, si studiasse di rappresentare quali magnanimi eroi i suoi amici Da Coreggio, purgandoli dalla taccia di traditori. Questo, secondo il Carducci che ha illustrato da par suo l'intiera canzone, è l'intendimento politico con cui fu scritta, e che fa capolino nel congedo: