In che rapporto stava però il grossetto all'iperpero? Nel 1420, quando i Veneziani occuparono il territorio di Cattaro, ducando Tommaso Mocenigo, il grosso veneto era disceso dal peso originario di k. 11 a quello di k. 7. 3 71/295; e il suo valore era montato da piccoli 24 ovvero 26 a soldi 4, facendosi all'epoca stessa il soldo di k. 1. 3 239/295. Il grosso di Cattaro invece, che dal minor suo peso in confronto del veneziano si disse [I[grossetto]I], corrispondeva a due terzi di quello, valeva cioè ridotto in moneta veneziana denari o piccoli 32. Ragguagliato invece all'iperpero che vedemmo valutato grossi veneziani 7, un iperpero valeva grossetti di Cattaro 10 1/2.

[T5] Mezzi Grossetti.

I ragguagli stessi che demmo del grossetto raffrontato al grosso veneziano e all'iperpero valgono per la sua metà. La moneta dunque, della quale andremo ora ad occuparci, corrispondeva a 2/6 del grosso veneziano, cioè ridotta in moneta nostra valeva piccoli 16; e quando l'iperpero si valutava 7 grossi veneziani ci volevano necessariamente 21 mezzi grossetti a formare un iperpero. Troviamo talvolta indicato nelle memorie di zecca questo spezzato del grossetto col nome di [I[gazzetta]I], nome che suonò costantemente pezzo [I[da soldi due]I]. Bisogna quindi ammettere che anche i Cattarini spartissero il loro grossetto in quattro soldi minori, equivalenti ciascuno a 2/3 del soldo veneziano; o che l'abitudine de' nostri di chiamar gazzetta la metà del loro grosso, facesse applicare quel nome alla metà del grossetto albanese. Io terrei per la prima supposizione.

Tre varietà di tipi, molto fra loro distinti, si conoscono di questa piccola moneta d'argento, i cui esemplari mi offersero quasi costantemente un peso di k. 2. 2, benché il loro grado di conservazione lasci supporre che quella cifra in origine dovess'essere alcun poco più alta.

[I[Primo tipo = Mezzo grossetto col S. Marco]I]. Il diritto presenta l'imagine di questo Evangelista, seduto di fronte, cinto il capo di corona reale e attorniato di nimbo, tenente nella d. lo stile, nella s. il Vangelo; dinanzi alle sue ginocchia sorge uno scudo portante le armi gentilizie del rettore di Cattaro; all'ingiro è la epigrafe . S . MARCVS VENETVS. (o VENETI.). Il rovescio offre il patrono di Cattaro in piedi, veduto di prospetto e recante nella destra la palma del martirio, nella manca una croce; lo circonda la consueta leggenda . S . TRIFON. = .CATARI. A' suoi fianchi si scorgono tre varietà di sigle ne' diversi esemplari: hanno alcuni F e P, altri ZF e C, altri finalmente P e D. Spettano le prime a Francesco Pisani rettore e provveditore di Cattaro nel 1548, le seconde a Zuan Francesco Canal che vi sedette nel 1551, le terze a Paolo Donà che vi coprì quella carica nel 1552; gli stemmi sono su ciascun pezzo corrispondenti a quelli delle famiglie dei diversi rappresentanti.

[I[Secondo tipo = Mezzo grossetto col leone]I]. Offre nel suo diritto il leone di S. Marco in soldo chiuso da cerchio di perline, e sott'esso nell'esergo uno scudo gentilizio; gli corre intorno, fuori del cerchio, la scritta +. S. MARCVS. VENETVS. Il rovescio è simile a quello del tipo precedente, ma è variato nelle sigle che fiancheggiano il santo martire, recando altri esemplari A e M, altri Z e L. Le iniziali e lo stemma de' primi appartengono ad Alvise Minotto che sedette rettore e provveditore di Cattaro nel 1567; non così sono agevoli a determinarsi quelle dei secondi, perché non potei vederne che il disegno esibitoci dal Nani (tav. I n. XV) tratto da un esemplare la cui mediocre conservazione non lasciava discernere bene lo scudo; spettano però fuor di dubbio o a Zuanne Loredan che vi sedette nel 1590, o al suo successore nel 1592 Zuanne Lippomano. Questo tipo ricorre nelle raccolte più raro del precedente, e manca anzi affatto al Museo Correr.

[I[Terzo tipo = Mezzo grossetto collo stemma]I]. Registro questa moneta, ch'io mai non vidi, sull'autorità del diligentissimo Nani il quale la diede nella sua tavola I al numero XVI, traendola dall'esemplare posseduto a' suoi giorni (1752) nel museo del patrizio Marcantonio Savorgnan. Il diritto presenta uno scudo bipartito da una banda trasversale nel cui mezzo è il leone di S. Marco in gazzetta; all'ingiro dello scudo corre la leggenda +. S. MARCVS. VENETVS. Il rovescio è simile a quello de' due tipi precedenti, sennonché il santo patrono di Cattaro è fiancheggiato dalle iniziali Z e M. Le armi figurate nel diritto spettano alla famiglia Magno, un individuo della quale, Zuanne, era rettore e provveditore a Cattaro nel 1597.

Dalle memorie di zecca sembra che nel 1627 siansi battute gazzette (che vedemmo equivalere a' mezzi grossetti) in quella città, le quali si trovarono da' monetarii della metropoli a peggio 443 per marca. Ma di questi pezzi non n'esiste alcuno nelle nostre raccolte, che avrebbe dovuto recare, come il già riportato grossetto, le iniziali di Pietro Morosini e gli stemmi della costui famiglia.

[T5] Quattrini?

La singolare scarsezza in cui ci troviamo di memorie della officina nummaria di Cattaro non mi permette chiamare col vero suo nome la moneta erosa alla quale, per analogia colle contemporanee della metropoli e dell'Italia Veneta, dò il nome di [I[quattrino]I], rispondente alla terza parte del soldo, o a quattro piccoli; non però del soldo veneziano, ma di un minor soldo che avrebbe dovuto ragguagliarsi alla quarta parte del grossetto albanese. La bassissima lega che si riscontra ne' pochi esemplari che potei esaminarne, de' quali uno solo monta al peso di k. 6. 3, laddove gli altri variano da k. 5 a 6, il sapersi che solamente di rame fu battuto il minimo spezzato della moneta di Cattaro, il [I[follare]I], l'uso de' quattrini reso generale a Venezia e ne' suoi possedimenti nel secolo XV, sono tutte ragioni per cui ho creduto di applicarvi, non senza titubanza, quel nome. Della quale moneta di lega assai vile, due tipi diversi, ciascuno con molte varietà m'offerì la doviziosa raccolta Correr.