—Oh sventurato! esclamò donna Rosalia: sapete che ne sia avvenuto?

—Ohimè no!…

Un sorriso impercettibile ed alquanto ironico sfiorò le labbra di don
Francesco.

Donna Maria rimase impassibile.

—Ma, come volete mai rimediare allora, signore? domandò il cavaliere di Malta.

—Vi è un mezzo, in cui spero molto.

Tutti si fecero attentissimi.

Il morente impallidiva ad ogni istante più: si comprendeva facilmente come gli abbisognasse un supremo sforzo di volontà per non lasciarsi ricadere supino sul letto.

—Mio fratello, continuò con voce tronca, si era recato nell'Italia settentrionale, ed aveva preso servizio nell'armata della repubblica veneta sotto un falso nome, che non conosco. Facendo fare delle indagini però, si potrebbe trovare il cavaliere dell'Isola; o, se egli non vivesse più, ritrovare i suoi figli; poichè ne ebbe due, un maschio ed una femmina. Ecco quanto nei primi anni seppi a caso di lui. Mi sembra che si dovrebbe far pubblicare che nostro padre prima di morire aveva revocato l'atto col quale diseredava il cavaliere dell'Isola. Mio fratello od i suoi figli si presenterebbero colle carte di famiglia, ch'egli aveva portate seco. Oh, voglia il cielo che ciò avvenga!

S'interruppe ancora: indi con molta pena proseguì: