Il sagrestano si affrettò ad obbedire.

Gli fu necessario correre per secondare l'impazienza del conte di San
Giorgio.

—Chi lo avrebbe detto, borbottava tra sè, che quella signora, certo non ricca, avesse ad essere ricercata con tanta premuna da questo cavaliere?

Si chiedeva quali motivi ne fossero causa; ne trovava parecchi, sceglieva tra loro, li confrontava, li respingeva.

Condusse il conte in una bruttissima via, stretta e sucida, la peggiore di Pesaro; si arrestò dinanzi ad una meschina casupola.

—È qui, disse, che quella vecchia abita.

—Andatemela a chiamare, rispose il conte, spaventato quasi, disgustato certo dalla specie di fogna, in cui si trovava.

Il sagrestano entrò nella casa,

Il cavaliere di Malta girò lo sguardo intorno a sè.

—Che? pensò: sarebbe possibile che in questo luogo potessi avere gli schiarimenti che desidero? Che qui trovassi chi possiede i segreti forse di colei, che ritengo mia prossima congiunta? Cielo! che mai accadde del cavaliere dell'Isola?… Egli, nato in seno all'opulenza…. Ed i suoi figli dove precipitarono essi?