Se Camilla era agitata, nulla in lei lo rivelava: il suo sguardo era sempre eguale, sempre fiso.

—Sapete, riprese l'ufficiale, che Gabriella fu allevata da una certa signora Lorini….

Ella accennò che sì; ascoltava con un'attenzione profonda.

—Vi è noto altresì, continuò egli, com'io credessi causa quella donna, o la sua poca vigilanza, del disonore di mia sorella, poichè ignorava fosse stata rapita a forza….

Camilla scosse leggermente il capo, ma ei non vi abbadò, e proseguendo:

—Mi ero sdegnato per questo colla signora Lorini, nè più mi recai a vederla; ma dopo che seppi il vero, mi pentii del mio errore, e dal giorno, in cui vidi Gabriella e ne intesi la storia, ho sempre pensato far una visita a quella signora, e dirle che sono dolente d'essermi ingannato. Mio padre la teneva in gran conto; l'ultima volta ch'io lo vidi mi pregò, mi consigliò insieme a coltivarne la relazione. Dunque ora non voglio più indugiare a recarmi da lei.

—Vi siete risoluto?

—Risolutissimo.

—E contate andarvi nello stesso tempo che da vostra sorella?

—Sì, o nell'andata, o nel ritorno…. Mi fermerò a Venezia soltanto qualche ora.