—Ma gli è che vorrei rimanere, io! Ed i miei figli?

—Bisogna vi rassegniate a quest'assenza, Gabriella, è necessario. Il conte di San Giorgio, quel cavaliere vostro cugino, assicura che uno zio materno di vostro padre, un superiore di cappuccini, il quale verrà incaricato di ottenere presto il vostro riconoscimento e quello di Federico, si dorrebbe se non ci accompagnaste…. Volete si rimproveri vostro fratello di poco amore per voi? Certo ei non lo merita…. Sarà già imbarazzato….

Gabriella aveva sempre amato moltissimo Federico, e forse nel promettere a Camilla il silenzio aveva pensato che sarebbe stato inutile e crudele affliggere suo fratello, poichè la dalmatina era davvero sua moglie.

—Sì, Federico desidera vivamente che ci accompagniate, riprese Camilla; alfine quest'assenza sarà breve; tra poco potrete lasciar la Sicilia e ritornare ove vi piacerà…. Pensate ai vostri bambini; volete privarli della eredità, dei vantaggi grandi, che legittimamente vi spettano? Nol potreste: un giorno ve lo rimproverebbero forse.

—È vero.

—Poi i vostri parenti sospetterebbero forse qualche cosa di male.

—Oh! ma mi sembra che Federico potrebbe rappresentarmi. La mia cattiva salute è sufficiente giustificazione.

Più Camilla vedeva Gabriella contraria a partire, più pensava essere necessario condurla a ciò. Non potrebbe ella in quell'intervallo recarsi a Venezia dalla signora Lorini, vedere Marco fors'anche? E quando Federico andrebbe da lei per informarla dell'esito dei loro reclami, tutto forse sarebbe perduto per Camilla. Per questo proseguì nella solita via.

—V'ingannate, nol potreste. Poi il conte, vedendovi sì indifferente, ne rimarrebbe offeso: dareste dispiacere a tutti, ed a voi, ai figli vostri rechereste danno. Ve lo dissi, è per poco tempo. I bambini potete affidarli alla domestica: non è ella sicura forse?

—Sicurissima, gli ama molto, per questo posso essere tranquilla.