«Mio fratello, pensava, è capace di provocare il principe…. Egli, che nei duelli uccide sempre l'avversario!… Ma in qual modo questi cugini sono qui?… Chi dunque gli ha avvertiti?… Ah donna Livia!… devo accusar lei se voglio salvar me…. È indispensabile…. Quale idea!… Il cavaliere, che ebbe con lei quell'abboccamento al castello, subito dopo la distruzione della pergamena…. Il duca certo non ha udito tutto…. Sì, sì, fu il conte; avrà finto partire per Malta…. Oh lo saprò! li farò parlare, e prendendoli di sorpresa, riescirò….»

—Sono lietissimo, principessa, le disse il superiore avvicinandosele, di aver trovato una sorella del duca dell'Isola nella moglie del principe, al quale mi lega tanta amicizia…. Voi ci ajuterete….

Donna Maria, ad onta della sua franchezza, non seppe rispondere che con un cenno.

«Sarò a tempo? chiedevasi.»

Il frate continuava.

—Venite qui, caro principe, che combineremo fra noi, mentre vostra moglie farà più ampia conoscenza coi suoi cugini. Vi racconterò tutto.

E prendendo il braccio del giovane, lo condusse nel vano di una finestra dell'ampia sala.

Donna Maria non perdette tempo.

—Dove vi trovò il conte di San Giorgio, cugino? chiese sorridendo all'ufficiale.

Federico rimase attonito.