—E le possedete? Le avete con voi?

—Certamente.

—Ah questa volta, mormorò la principessa, ella non si salverà!…

Sentì un movimento di giubilo infernale.

Strinse di nuovo le mani a Camilla.

—Se sapeste quanto ho sofferto per causa di colei, esclamò, quante umiliazioni dal duca!

—Ma che! se tanto l'odiate, come mai vi aveva ella narrato del conte?

—Nulla mi narrò: ho indovinato a caso, ma non vi è tempo da perdere!… Sospettavo soltanto; interrogai vostro marito di sorpresa…. Ma ora ci vendicheremo insieme…. Mio fratello, il duca, è il più geloso dei mariti…. Sua moglie, l'ho sempre compreso, non lo ama, benchè nulla ne appaja; dunque ama ancora il vostro sposo…. Voi potete perdere la vostra rivale quest'oggi stesso…. Ah capisco tutto: il conte di San Giorgio ama la duchessa appassionatamente, ed ella si valse di lui perchè le rintracciasse l'amante.

Donna Maria si esprimeva con vivacità convulsa; le sue parole sembravano un fiume vorticoso.

—Sentite, signora, le disse Camilla; io vi narrerò tutto, ne abbiamo il tempo poichè vostro marito e lo zio di Federico non si recheranno dal duca che fra qualche ora, come udiste. Però devo avvertirvi che la duchessa non poteva sapere che mio marito era figlio del cavaliere dell'Isola. Io sola, ve lo giuro, possedeva il segreto, e non lo rivelai a Federico che all'arrivo del conte a Milano, rimettendogli le carte di suo padre.