—Oh io parlo schietto; vi secondo e perchè lo meritate, e per conto mio.
—Vi credo, e lascio ogni esitazione. Io, degli amori di Federico colla duchessa, non so altro che quanto potei rilevarne dalle due lettere di cui vi parlai, e che egli, ne sono sicura, ritiene di avere smarrite a Lepanto. Dunque senza dir altro, e perchè è meglio affrettarsi, vi mostrerò quelle lettere; le ho meco, come vi dissi: sono in uno scrignetto coi miei giojelli.
E si alzò.
Donna Maria la fece accompagnare da un servo…. Attendeva con impazienza…. Con questa donna, pensava, si conchiude a dirittura.
Dopo pochi istanti la dalmatina rientrò.
—In qual modo, le domandò donna Maria, non ne diceste mai nulla al vostro sposo?
—Si sarebbe alterato vedendo che io possedevo queste lettere…. Non volevo scene; poi non credevo trovare la donna, che le aveva scritte, in Sicilia…. Non mi aveva mai detto d'esservi stato.
—Date qui; ora comprendo la tristezza di donna Livia.
E, spiegando una delle lettere, si assise vicino a Camilla, e lesse.
Era proprio donna Livia quella, che aveva scritto…