—Vi accordo una dilazione di quattro giorni, disse seccamente al religioso, grazie al vostro abito soltanto.
—Una dilazione!
—Sì: vi do tempo a decidervi; la riflessione vi persuaderà a tacere, giacchè comprenderete benissimo che il parlare, mentre non gioverebbe ad alcuno, e sarebbe affatto inutile, vi esporrebbe a funeste conseguenze. Guai se parlerete in questo frattempo! aggiunse con piglio minaccioso…. Guai!… Dunque?
Il frate riflettè un istante: indi:
—Per quattro giorni tacerò, disse.
—Bene, rispose il duca.
Volse la briglia al cavallo; lo mise al galoppo, e si allontanò come un fulmine.
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In breve giunse a Catania: entrò inosservato nel suo palazzo per una porta segreta, nascosta da un gruppo d'alberi del giardino, e di cui egli solo da lungo tempo teneva la chiave.
Diede il cavallo ad un palafreniere; indi si recò nel gabinetto ove suo padre serbava le carte d'importanza, e dove cavaliere di Malta aveva tolta la pergamena da uno scrigno.