—Mi pare che sia la macchina che s'è mossa;—disse Alberto,—queste però sono riuscite meglio; ma sono senza testa,—soggiunse osservando la seconda negativa.
La terza era meglio delle altre, ma le persone avevano la faccia nera e poco distinta, e anche quella non si poteva dire ben riuscita, però bisognava lasciarla asciugare prima di stamparla, e poterne vedere l'effetto. Alberto regalò agli amici qualche pezzetto di carta preparata, affinchè potessero stampare le fotografie, ed una bottiglietta con un liquido per fissarle sulla carta.
—Quando questa carta è esposta alla luce senza negativa viene tutta nera,—disse Alberto—e non si vede nulla;—e spiegò come le parti che sulla negativa erano chiare venivano scure sulla carta, perchè la luce vi passava liberamente e l'anneriva, mentre le parti scure rimanevano chiare; ed era tutto contento di poter fare da maestro a quei ragazzi, che per la prima volta avevano nelle mani una macchina fotografica.
Andarono a casa tutti allegri, credendo che una volta stampata la fotografia avrebbero potuto mostrare la loro bravura, ma appena Maria diede loro un'occhiata, disse tutta spaventata:
—Che cosa avete fatto? Non vedete che i vostri vestiti sono macchiati?
Essi si guardarono e risposero confusi:
—È vero—ma non ci si vedeva in quella camera buia, buia; c'era soltanto un lanternino rosso.
—E intanto avete sciupato i vestiti, e così non potrete più venire in nessun posto, e molto meno dai signori Guerini, perchè non posso comperarvi degli abiti nuovi per i vostri capricci.
—Prova a ripulirli—disse Vittorio.
—Non vedete che gli acidi hanno intaccato il colore? ormai non c'è rimedio, non si possono ripulire.