«Il proprietario è l'ingegnere, e mettetevi bene in testa che voi nulla valete senza di lui.

«Io parlo pel vostro bene; lo vedete, che io conduco una vita semplice e modesta come voi.»

—Mangia dei buoni capponi,—s'udì una voce gridare fra la folla.

«È vero,—riprese il prete—alle volte mi permetto il lusso di mangiar bene, ma è cosa che potete fare voi pure; soltanto preferite bere dei litri di vino di più. Ma vi ripeto, non faccio lusso, e se vado nelle case dei signori, è quale vostro ambasciatore; narro loro i vostri bisogni, le vostre pene, e a voi porto i soccorsi che essi mi danno; e se foste venuti da me invece di abbandonare il lavoro, forse le cose si sarebbero accomodate e voi non sareste stati tutti questi giorni vagabondi, oziosi, come bestie raminghe senza casa nè tetto. No, non è possibile che questo fatto sia venuto da voi, siete stati certo mal consigliati da qualche scioperato che non avendo voglia di lavorare trascina gli altri nella strada cattiva; e Dio voglia che non ve n'abbiate a pentire.

«Debbo confidarvi una cosa che mi venne all'orecchio? E vi assicuro che è proprio la verità. Sapete che cosa il signor Guerini ha intenzione di fare?

«Se domani non tornate al lavoro, egli, stanco di lottare con voi, di assistere alla vostra ingratitudine, ha deciso di chiudere lo stabilimento, di vendere le macchine, e andare lontano a riposarsi in quiete, e lo farà di sicuro perchè è disgustato del mondo e di voi.

«Ecco a qual decisione l'avrete trascinato. E voi che cosa farete? Chi ne soffrirà in questa lotta? Chi avrà compassione di voi, che pure avrete voluta la vostra rovina?

«Me ne dispiace per le vostre famiglie, che non ne hanno colpa, per i vostri figli innocenti. Ma voi, donne, perchè non pregate i vostri mariti che ritornino a migliori consigli? Perchè non li supplicate che questo fatto crudele non avvenga? Pensate che cosa sarà il nostro villaggio una volta che sarà chiuso per sempre quel tempio del lavoro; ch'era l'allegria e la gloria del nostro paese! Non vedete? passando davanti allo stabilimento sembra di passare davanti ad un cimitero, tutto è mesto e silenzioso; quel luogo dove pochi giorni sono regnava il moto e la vita, quel luogo dal quale i vostri mariti uscivano contenti dopo una giornata di lavoro, a godere l'aria aperta, la casa, i figli; lieti perchè avevano fatto il loro dovere e guadagnato il pane per sè e la propria famiglia. Io tremo pensando all'avvenire che vi aspetta; alla miseria, alla fame, a quello che sarà di voi tutti quando vi mancherà il lavoro; pensateci finchè siete in tempo; io v'ho avvertito, ho fatto il mio dovere.»

Finita la predica, un mormorìo s'udì echeggiare per la chiesa; pareva il mare in burrasca, tutti si domandavano se fosse vera la notizia che aveva dato don Vincenzo; alcuni alzavano le spalle, dicendo che il curato era d'accordo coi signori e aveva fatto per spaventarli; però, specialmente le donne, le quali avevano fede nel loro curato che aveva sempre detto la verità, tremavano che quel fatto si avverasse, e pregavano i mariti che ritornassero al lavoro. Essi si riunirono a gruppi sulla piazza della chiesa parlando vivacemente e discutendo sulla notizia che avevano intesa, incerti su quello che dovessero fare.

Decisero di recarsi in commissione da don Vincenzo per assicurarsi se fosse vero quello che aveva affermato, e dirgli nello stesso tempo le loro ragioni.