—Ci vuole un po' d'abitudine e d'attenzione,—disse, e le mostrò come si dovea infilar l'ago in modo che il filo avesse una tensione uguale, e dove si dovea mettere il lavoro e come bisognasse sempre condurlo colle mani, affinchè l'impuntura venisse diritta.
—Appena avrò fatta qualche economia, voglio prendermi anch'io una macchinetta da cucire,—disse Maria,—è un gran risparmio di tempo.
—Può comperare una macchinetta a mano; costa meno, e per una famiglia basta,—disse la Merli;—ma se mi vuol far proprio un piacere quando ha qualche lavoro lungo venga da me, io metto la macchina a sua disposizione. Me lo promette, non è vero? magari le fossi utile a qualche cosa! Sarei felice di mostrarle la mia riconoscenza; è proprio un'opera buona quella che fa per la mia figliuola.
—Sono ben contenta,—disse Maria congedandosi.—Dunque siamo intese; dopodomani alla stazione,—e uscì tutta lieta d'aver avuta quella buona idea.
Elisa si sentiva felice d'aver cancellata l'impressione del suo racconto esagerato, e diceva:
—Per gente che vive in due camerette, la nostra casa farà l'effetto di una villa; io però sarei stata più contenta d'avere l'Evelina.
—E non ti fece piacere la gioia di quella povera gente!—disse Maria.—Sei proprio senza cuore. Dà retta a me; se avessi invitato Evelina, o avrebbe rifiutato, essa che ha tante ville, migliori della nostra catapecchia, o avrebbe accettato con mal garbo e credendo di farci un onore, si sarebbe trovata male, e per giunta ci avrebbe sprezzati e criticati, mentre invece possiamo esser contenti d'aver fatto una buona azione e d'aver reso un servizio a persone che lo meritano e ci serberanno un po' di gratitudine.
IN CAMPAGNA.
Il treno rallentava, ed i ragazzi volevano slanciarsi fuori, impazienti di correre per l'aperta campagna.
—Adagio,—disse Maria,—volete rompervi una gamba prima di arrivare; finchè non siamo ben fermi, vi proibisco di muovervi.