Carlo, indispettito, diede uno schiaffo a Mario che si ribellò, e incominciarono a picchiarsi e a prendersi per i capelli.
Maria li divise e rivoltasi a Carlo disse tranquillamente:
—Un eroe che batte un ragazzo più giovane di lui! Che vergogna!
Carlo rimase mortificato da quelle parole, ma tenne tutta la sera il broncio al fratello, il quale andava dicendo che, volere o non volere, avrebbe illustrato tutti gli avvenimenti e i tipi che gli sarebbero passati davanti durante le vacanze e i racconti che si sarebbero fatti intorno a lui. Se suo fratello voleva essere un eroe, egli aspirava alla gloria d'un grande artista e voleva esercitarsi a cogliere il vero che gli cadeva sott'occhi.
I RACCONTI DI MARIA.
I ragazzi non si dimenticarono la promessa di Maria e non la lasciarono in pace finchè non cercò il manoscritto. La sera dopo quando furono tutti radunati intorno alla tavola la supplicarono impazienti di incominciarne la lettura.
Aveva appena lette le prime parole, che entrò don Vincenzo assieme al professore Damiati.
—Continui pure,—dissero.
Maria voleva sospendere la lettura dicendo che erano storielle scritte per i ragazzi e non potevano interessare persone come loro.
Ma non ci fu verso, vollero che continuasse, altrimenti minacciavano di andarsene.