—Non se ne ricorderà; ma perchè volete occuparvi degli altri?
Pensiamo a godere piuttosto della nostra passeggiata.
Ma Elisa che sperava di far amicizia colla signorina Guerini era imbronciata, Giannina ed Angiola correvano avanti per fermarsi a coglier fiori e Mario raccontava a Vittorio che voleva fare la caricatura di Alberto Guerini quando passa tutto superbo sul suo velocipede, senza degnarsi di guardare i miseri mortali che camminano lungo la via.
—Vedi,—diceva,—voglio disegnarlo in tre tempi: prima nell'atto che passa superbo lungo la strada, poi quando scende impetuosamente da un declivio, e finalmente nel punto che cade in un fosso colle gambe all'aria e il cappello un miglio distante.
Maria parlava invece col professore Damiati domandandogli consigli sul modo d'educare i ragazzi, sempre preoccupata dal pensiero dei cinque figliuoli, e quando la salutò sull'uscio di casa essa gli raccomandò di venire spesso la sera a trovarli insieme a don Vincenzo.
—La loro conversazione sarà tanto utile ai miei figliuoli,—disse
Maria;—mi raccomando, non mi abbandonino.
SERATE IN FAMIGLIA.
A don Vincenzo pareva di ringiovanire quando andava a passar la sera in casa Morandi. Perciò vi andava spesso e volentieri, accompagnato dal professore, che ammirava la dolcezza e l'abnegazione di Maria la quale si dedicava così giovane al benessere della famiglia e all'educazione dei suoi fratelli. Egli era tutto felice di esserle utile e s'era fitto in capo di far amare lo studio a Carlo; lo trovava un po' pigro e svogliato, ma sperava, aiutandolo nelle difficoltà, stuzzicando il suo amor proprio, di riuscire a renderlo più docile ed a fare che dedicasse qualche ora della giornata allo studio.
Gli parlava più da amico che da professore, ed il ragazzo si rassegnava a studiare con lui, in grazia delle storielle piacevoli e degli aneddoti curiosi che gli raccontava e delle passeggiate che sapeva organizzare per divertirlo quando rimaneva contento dei suoi cómpiti.
Però la sua idea fissa erano i fatti eroici, i lunghi viaggi, la vita avventurosa, e diceva sempre:
—Io studio per non vedervi imbronciati, ma se capita l'occasione, scappo e mi faccio soldato, marinaro o esploratore.