Prima di tutto uscirono per andare a vedere una povera donna, una vicina di casa, che si era scottata gravemente un braccio. Quella stessa mattina aveva chiamato Maria, la quale con delle compresse inzuppate d'acqua fredda e con qualche goccia d'etere versata sulla ferita era riuscita a calmarne gli spasimi; ora andava a farle la fasciatura e portava con sè tutto l'occorrente. Essa desiderava che le sue sorelle assistessero a simili medicazioni, affinchè imparassero a fare altrettanto se si fosse presentata l'occasione.
Elisa aveva ribrezzo di tutte le piaghe, Giannina diventava pallida e quasi si sentiva mancare, ma dovevano avvezzarcisi per contentare Maria: la quale diceva sempre:
—Voi siete di quelle che in un caso di disgrazia, invece di recare aiuto, scappereste un miglio lontano, e intanto il povero ammalato potrebbe morire, per mancanza di soccorso.
Angiolina invece, si metteva di buona voglia ad imparare; e quando furono dalla donna si fece forza ed aiutò Maria a fasciarle il braccio.
La poveretta diceva di sentirsi un po' più sollevata, ma lungo il braccio aveva una piaga con tutt'attorno una striscia rossa infiammata. Maria la medicò con tutta delicatezza, lavando la piaga con acqua tiepida, poi mettendovi delle filacce inzuppate d'acqua fenicata e fasciando il braccio in modo che la fasciatura non si muovesse e nello stesso tempo non fosse tanto stretta da impedire la circolazione del sangue; poi legò un fazzoletto dietro al collo della donna in modo che le scendesse sul petto e le fece mettere dentro il braccio.
—Vi raccomando di non muoverlo,—disse Maria salutandola, ed uscì dicendo:—Giacchè Elisa si mostra tanto delicata, la prima volta che ci sarà da fasciare un ammalato, dovrà occuparsene lei.
Quando furono a casa incominciarono a parlare di mali e rimedii.
Angiolina voleva notarsi i consigli di Maria; essa aveva sempre il rimorso della risipola venuta alla sua mamma, perchè non aveva saputo curarla bene.
—Pensare che s'io avessi saputo tante cose come lei,—diceva a Maria,—la mamma non avrebbe sofferto tanto! Non so perchè a scuola non insegnino una scienza che è così utile.
Maria la confortava, dicendole che trattandosi d'un male grave è sempre meglio chiamare il medico, ma aggiungeva che è certo una soddisfazione il saper assistere una persona cara ed esserle utile, almeno se il dottore tarda a venire; anzi, giacchè in quella mattina non avevano distrazioni, avrebbe dato qualche norma in proposito.