Sul prato verde e pieno di gente, gli attrezzi della ginnastica e l'altalena erano presi d'assalto; poi si giocava alla palla, al volano, ai cerchi; in mezzo ad un boschetto ombroso c'era un casotto di burattini, che al momento in cui s'incominciò la rappresentazione raccolse intorno a sè tutta quella schiera di bimbi.
Carlo fece una corsa in giardino sul velocipede di Alberto, Vittorio si fece prestare una macchinetta fotografica e volle tentare di cogliere qualche gruppo. Furono serviti dei rinfreschi, dei pasticcini, che formarono la delizia di tutti quei bimbi, e il divertimento terminò con un ballo campestre in mezzo al prato.
Fu una festa completa, che lasciò una durevole memoria nei ragazzi Morandi, i quali non avevano mai assistito ad un simile spettacolo, tanto che appena ritornati a casa, Angiolina scrisse subito alla sua mamma la lettera seguente:
Cara mamma,
_Te la puoi imaginare la tua figliuola ad una splendida festa in una villa grandiosa, di quelle che si trovano descritte nei libri delle fate?
Eppure, la tua figlia c'è proprio andata, in carne ed ossa, colla sua vesticciuola di lana bigia e il suo cappellino di paglia semplice e modesto.
Ma se avessi veduto che allegria! che splendidezza! Fu una vera fantasmagoria! ne ho ancora la testa tutta confusa!
Figurati un bel giardino grande, anzi immenso, con tanti viali, tanti boschetti e tanti fiori; pensa che allontanandosi dalla casa c'era da perdersi come in un labirinto.
Fortunatamente che non c'era bisogno d'allontanarsi tanto, perchè
tutti i divertimenti erano vicini, raccolti intorno alla villa; un
vero incanto.
Della villa non potrei fartene la descrizione, perchè non vi entrai che un momento solo, ed ho preferito stare in giardino dove c'erano tanti giochi e tante bambine.