— Chi te l'ha detto?

— So tutto.

— Sei un mago allora.

— Sì, il Mago Merlino.

Fania si sentì salir le fiamme alla faccia e tutta confusa non poteva rispondere.

Il marito si mise a ripetere parola per parola tutta la conversazione da lei avuta con Giacomino, dicendole che non voleva farle rimproveri, ma che desiderava evitasse d'incontrarsi col cugino. Essa era sorpresa e voleva sapere; poi un'idea si affacciò come un lampo alla sua mente.

— Ah, il porta fortuna!

— Proprio, è lui il colpevole, — disse Cristoforo.

Fania volle vedere come faceva, e quando mise in movimento un piccolo gramofono, ed essa udì uscirne la propria voce, e parola per parola la conversazione fatta alla mattina, disse ch'era un meccanismo meraviglioso e che riguardava il marito un vero mago.

— Però, in conclusione, — soggiunse, — non mi sono poi condotta male, ma ora sta' certo che calcolerò che tu sia sempre presente a me, non mi lascerò più andare a dir sciocchezze e nemmeno uscirò molto di casa; voglio assistere alla fabbrica delle tue macchine che incominciano ad interessarmi.