Ner.

— In quanto pregio debba
il cor tenersi del signor del mondo,
mai nol sapesti; e il sa Poppea.

Ottav.

Poppea
prezzar sa il trono, a cui non nacque: io seppi
apprezzar te: né al paragon si attenti
meco venirne ella in amarti. Ottiene
ella il tuo cor; ma il merto io sola.

Ner.

Amarmi,
no, tu non puoi.

Ottav.

Ch'io nol dovrei, di' meglio:
ma dal tuo cor non giudicar del mio.
So, che fuor me ne serra eternamente
il sangue, ond'esco; e so, che in me tua immago,
contaminata del sangue de' miei,
loco trovar mai non dovria: ma forza
di fato è questa. — Or, se il fratello, il padre,
da te svenati io non rimembro, ardisci
tu a delitto il fratello e il padre appormi?

Ner.

A delitto ti appongo Eucero vile...