Se Vanardi fosse stato in chiaro dei patti, chi sa se l'assoluto bisogno non l'avrebbe fatto cedere: ma egli non dovette nemmanco cimentarsi con siffatta tentazione, perchè l'oste che ricordava le pressanti raccomandazioni del suo committente di non dir nulla al marito, accortosi che giusto quest'esso gli stava dinanzi, non attese altro, e già era fuor dell'uscio che Antonio aveva ancor da aprir bocca.
Marito e moglie si trovarono a fronte e si guardarono tra impacciati e stizzosi. Ma nella Rosina non fu tarda a dominare del tutto la stizza; ne nacque una lite del diavolo, in cui anche il marito, che aveva l'anima per traverso, fece la parte sua, e che finì colla partenza di Antonio il quale, dato di piglio al suo cappellaccio, fuggì protestando che piuttosto che vivere con un basilisco simile di donna gli era più caro qualunque caso, mentre la Rosina gli gridava dietro che il fistolo lo portasse; sapete bene, i soliti spropositi che fa dire la collera e che a sangue raffreddo pare impossibile si sieno potuti dire.
Antonio girò lungamente pei viali fuor di città come una mosca senza capo. Ad un punto si lasciò cadere sopra un panca, e coprendosi colle mani la faccia si domandò con infinita angoscia dell'animo:
—Ed ora che cosa debbo fare?
Di botto mandò un'esclamazione, fece un trasalto e si battè la fronte come uomo a cui si affaccia l'inspirazione d'un'idea. Si frugò in tutte le tasche finchè da quella del petto nel soprabito trasse fuori un giornale ripiegato: era quello che parecchi giorni prima gli avea imprestato messer Agapito, perchè facesse leggere alla moglie il pietoso caso di quel povero diavolo che non sapendo più come provvedere alla sua famiglia s'era buttato nel fiume. Dopo il luttuoso avvenimento, narrava il giornale come la carità dei concittadini si fosse desta ed avesse provvisto agli orfani ed alla vedova del disgraziato.
Vanardi lesse e rilesse quell'articoletto; si vedeva che ci faceva su delle meditazioni profondissime; ma in mezzo alla serietà del suo aspetto passava tratto tratto un lampo di malizia, quasi di buon umore. Dopo una buona ora di siffatta meditazione, ripiegò accuratamente il giornale, lo ripose in tasca, s'alzò e si diresse verso l'abitazione di Giovanni Selva.
Questi era eziandio molto conturbato ed afflitto a cagione dell'orrenda disgrazia avvenuta alla famiglia del signor Biale, disgrazia che vi racconterò nel capitolo venturo; ma alla vista della desolazione impressa sul volto di Vanardi obliò tutto il resto per non darsi cura che di lui.
Il pittore espose come quella medesima disgrazia della famiglia Biale togliesse anche a lui ogni speranza, raccontò la scena avvenuta colla moglie e finì per confessare che aveva presa una grande risoluzione.
—Quale? domandò con inquietudine Selva.
Antonio mostrò all'amico l'articolo del giornale che glie l'aveva ispirata, e soggiunse: