—Maledetto! diss'ella con rabbia.

—Che? esclamò il marito volgendosi a guardarla con qualche stupore: con chi ce l'hai?

—Col fistolo che ti colga.

—Grazie!… Ne siamo alle solite gentilezze?

Rosina infilò l'ago e si rimise a cucire canterellando in mezzo ai denti una canzoncina arrabbiata.

Antonio che si levava dalle tasche del soprabito con precauzione, l'una dopo l'altra, due bottiglie di vino e le posava sulla tavola, si rifaceva a domandare:

—Non è dunque venuto nessuno?

—E chi vuoi tu che ci sia venuto? rispose con impazienza la moglie, a meno che non fosse qualche creditore per farsi pagare.

—Non parliamo di melanconie, per carità: esclamò Antonio, che trasse di saccoccia un bell'involto di grossa carta azzurra da cui emanava un confortevolissimo odore di salame, e lo pose sulla tavola vicino alle bottiglie.

I bambini attratti da quella vista e da quell'odore si venivano lentamente accostando, gli occhi larghi.