Gian-Luigi si trasse indietro d'un passo, incrociò le braccia al petto, aggrottò le sopracciglia e i suoi occhi lampeggiarono.

— Io?... E se mi vi rifiutassi?

— Adopreremmo la forza.

Il volto di Quercia arrossì pel sangue che tumultuosamente vi corse: sulla sua fronte si disegnò quella linea fatale che l'attraversava nei momenti di violenta passione del suo animo. Il suo aspetto era davvero terribile ed imponente, come quello di un coraggio impareggiabile accompagnato da una forza degna di esso.

— Giuro a Dio! Esclamò Gian-Luigi con uno scoppio tremendo di voce; e si atteggiò in una positura minacciosamente aggressiva, che si sarebbe potuta paragonare a quella del leone che sta per islanciarsi addosso al suo nemico. Il brigadiere indietrò recando la mano all'elsa della sua sciabola, e i carabinieri gli vennero a costa in atto di difesa.

Maria, spaventata, per atto irriflessivo, spinta da quel suo cuore sensibilissimo, si slanciò davanti al giovane, quasi a fargli riparo.

— Per carità, signori! Esclamò essa pallidissima in volto, ma fatta indicibilmente bella dalla sua emozione.

In Gian-Luigi l'uragano era già passato, la violenza era domata. La sua fronte era di nuovo liscia e placida come prima, sulle guancie era tornato il suo colorito naturale, sulle labbra il tranquillo sorriso; nello sguardo soltanto, chi sapesse osservare avrebbe scorto tuttavia qualche cosa di duro, di implacato, quasi direi, di feroce.

Prese egli con garbo la piccola mano di Maria e glie la strinse con affetto; poscia, gentilmente traendola in disparte, le disse colle note più soavi di quella sua voce che sapeva mirabilmente temperarsi ad ogni espressione:

— Perdoni, madamigella, se il mio troppo impetuoso umore non ha saputo frenare questo subito scoppio. — Si volse al signor Giacomo ed alla signora Teresa e soggiunse: — Perdonino tutti e si rassicurino, chè per causa mia non avverrà nessuno scandalo in casa loro.