Allora Barnaba per segni diè l'ordine di partirsi a' carabinieri e birri, e s'avviò egli primo verso la porta.
— Signore: disse Gian-Luigi accostandosi a Selva che i carabinieri conducevano via tenendolo in mezzo: non trascurerò di occuparmi eziandio di Lei, e spero, anzi son certo di ottenere colla liberazione dell'avvocato Benda, anche la sua.
— La ringrazio: disse Giovanni; ma quello che intanto vorrei, sarebbe che non avessi da passare in mezzo di Torino, scortato così come sono, a vista di tutta la gente.
— Ha ragione. Vorrei offrirle il mio legnetto se non che ne ho bisogno per correr tosto ad informare di ciò che qui accadde il conte di Staffarda, il marchesino di Baldissero e lo stesso conte Barranchi, perchè s'affrettino a farvi porre riparo nel modo il più completo. Ma il signor Benda potrà mettere a disposizione di questi signori una sua carrozza.....
— Subito: disse con premura il signor Giacomo. Do gli ordini e in pochi minuti....
Barnaba scosse la testa in segno negativo, e disse colla voce soffocata dalle pieghe del mantello:
— No. Poscia ai carabinieri, facendo loro un cenno imperioso del capo: Avanti!
Non ci valse parola. Giovanni fremente fu trascinato dai carabinieri e dalle guardie, a capo dei quali camminava l'agente di polizia. Questi l'aveva amarissima contro il giovane arrestato per la bruciata carta, e si piacque di far contro di esso così bassa vendetta. Nè bastò. Appena fuor della casa, Barnaba, lasciando cader giù dal viso la falda del mantello e parlando colla sua voce naturale, poichè non aveva più da sottrarsi allo sguardo di Quercia, disse con accento di comando ai carabinieri:
— Ammanettatelo.
Giovanni si richiamò altamente, rosso di sdegno nel volto. Il brigadiere stesso esitò. L'agente di polizia ripetè seccamente l'ordine.