A Rosina l'aspetto di quei due ispirava poca fiducia.
— Va bene: rispos'ella. Aspettate un momento che vado ad avvertirne Maurilio.
E senza punto cerimonie chiuse l'uscio sul naso adunco della Gattona.
Maurilio dormiva gettatosi tutto vestito sul letto. Il freddo che lo aveva colto gli allividiva le guancie e le mani da fargliele sembrare mani e guancie di cadavere. Rosina, che pure aveva poca simpatia per l'aspetto tenebroso e l'umore cupamente taciturno di quel giovane, nel vedere profondo il segno d'un'intima sofferenza sui lineamenti di lui addormentato, sentì un senso di compassione.
— Povero giovane! Esclamò ella. E' par morto addirittura.
E ne toccò lievemente la fronte che trovò fredda come marmo; ma a quel tocco Maurilio si destò in sussulto.
— Che cosa c'è? Domandò egli sorgendo a sedere. Ah! la è Lei Rosina....
— C'è qui fuori una vecchia che dice che Lei l'aspetta e che si chiama la Gattona.
— La Gattona? Ripetè meravigliato Maurilio, il quale non ricordava punto in tal momento quel nome, nè l'avventura capitatagli la sera innanzi.
— Ha seco un bardotto alto così, cui dà nome di Gognino.