Tacque un momento riflettendo.
— Però neppur esso non mi è affatto nuovo. In un modo o nell'altro mi deve esser già passato sotto gli occhi. Vediamo un po' qua.
Sfogliò il grosso libro alla rubrica N e non trovò cenno nessuno di quell'individuo.
— Ch'egli sia scritto in quell'altro registro dei sospetti e dei puniti per delitti comuni?
Si alzò, andò a riporre nel forziere il libro che ne aveva tolto, e ne prese un altro più grosso. Lo sfogliò come aveva fatto del precedente, e ad un punto mandò un'esclamazione.
— To', to'; eccolo precisamente. È un bastardo; fu accusato di avere avvelenati l'uomo e la donna che lo allevarono: stette parecchi mesi in carcere; non si sa troppo di che guadagni egli viva. Poffare! Qui c'è molto probabilmente un bandolo della matassa.
Barnaba si chinò verso il Commissario, ed abbassando ancora la voce come se avesse paura di essere udito da altri in quello stanzino rimoto le cui pareti erano spesse come quelle d'una fortezza e l'uscio come quello d'una prigione, soggiunse:
— E questo bandolo gli è tale che forse ci aiuterà a dipanarne due alla volta di matasse. In casa di quel Vanardi si sta complottando qualche cosa contro la sicurezza dello Stato.
Il Commissario fece un sobbalzo sulla sua seggiola.
— Alla croce d'Iddio! Barnaba, siete voi certo di quello che dite?