— Ma la cosa mi pare quasi affatto esclusa. Il conte San-Luca ha affermato a suo zio Barranchi che questo tale è precisamente quel che si spaccia e non altro.
— Venne ad affermarlo anche il duca di Lucca.
Le labbra del Re tornarono a stirarsi in quel cotale fugace e leggiero sorriso.
— Ma egli è una testa così sventata!
Quel sorriso scomparve, come quell'altra volta, di botto.
— Fra quei giovani, soggiunse con una serietà quasi cupa, ve ne son due che commisero reati precisi e non lievi. L'uno ier sera al ballo dell'Accademia, noi presenti, oltraggiò un impiegato di Corte, il figliuolo d'un alto dignitario dello Stato; l'altro, questa mattina, si ribellò agli agenti della forza pubblica.
— Sire: disse con fermo accento il marchese: il primo fu aspramente provocato, e se in lui si vuol proseguire la colpa, conviene che anche il suo provocatore sia soggetto al medesimo trattamento.
— Ma questo a cui Ella allude, è suo figlio, marchese.
— Sì, Maestà.
— Va bene: disse allora il Re ponendo lentamente la sua mano sulla destra del marchese. Sarà perdonato a tuttidue..... Ma e quell'altro che fece resistenza alla forza pubblica?