Appena ebbe posto l'occhio al bucherello per cui si vedeva entro la stanza, gli comparve innanzi la faccia sbarbata di Barnaba.
— Buono! diss'egli fra se medesimo. Nè il nome, nè la faccia non mi scappano più.
Stette ascoltando. Il poliziotto si offeriva d'entrare nell'associazione dei malfattori.
— Che stupido! pensò Graffigna crollando le spalle. Ed ei si pensa che noi diam dentro in simil rete grossolana?
Quando Barnaba fu uscito, Graffigna aperse pian piano l'usciolo nascosto nell'intavolatura, e sgusciato nel camerino, comparve poi, come vedemmo, agli occhi di Pelone che chiamò perchè gli andasse a parlare.
L'oste si recò con premura nel camerino.
— Avete udito quel che qui si è detto? domandò egli a Graffigna non senza una certa ansietà.
— In parte..... Quel Barnaba ha detto che sarebbe tornato qui stassera sul tardi: è quello che ci vuole. Bisogna che voi troviate modo di farlo fermarsi qui il più tardi possibile...
— Come ho da fare? domandò Pelone, che guardava il suo interlocutore con una specie di paura.
— Che? Non sapreste da voi stesso trovare un espediente per ciò? Ditegli, per esempio, che avete comunicato la sua proposta a certuni, i quali desiderano parlare con lui direttamente e verranno qui dopo la mezzanotte....